questa sera....
sapevo che sarei stata da sola....o quasi...
arrivata in saletta ho aperto e seduta sulla panchina divagavo...ma quasi immediatamente ho sentito che inziavo a comprendere come avrei cerimoniatoli da sola...ma i miei amici le loro voci i loro volti hanno inziato ad arrivare nelle mie immagini...ho aperto il libro del messaggio e impostato le pagine dell'ufffizio e del benessere...ho iniziato alle persone care a cio che di meglio potevo mandare....dopo poco ho preparato la saletta come sempre , mi sono seduta e ho inziato con un bel respiro...dopo la cerimonia dell'uffizio pian piano ha preso forma e una forza mi invadeva serena....sentivo chiara la mia voce...sentivo la presenza della forza...poi il benessere e anche li' una grande forza....fortemente connessa con le persone care....
dopo che ho finito sentivo registri di gioia e ho ringranziato con un Pace Forza e Allegria commosso...
fare il messaggio da sola ha nuovamente confermato quanto mi muovo per necessità....nn ha avuto importanza che ero sola..sentivo la presenza di altri...sentivo la presenza della forza...e quella del Maestro che ancora una volta mi ha fatto comprendere che ero nella ricerca e lui mi ha ispirato...e oggi la ricerca del senso ha sempre un sapore maggiore...è quella necessità primaria....
che breda 5 possa esser d'ispirazione come lo è stato per me stasera...
paz fuerza e alegria
Filo
Comunità del Messaggio di Silo - Breda 5
Ci troviamo tutti i martedì alle 19.00 in via Breda 122 a Milano
martedì 11 settembre 2012
martedì 29 maggio 2012
Il messaggio è meglio del moment!!
Questa sera sono arrivato alla riunione con un forte mal di testa, uno di quelli che mi prende solitamente quando c'è qualcosa che non va. Quando hai in testa pensieri e rumori che si accumulano durante la giornata fino a diventare una fastidiosissima fitta sopra, in questo caso, all'occhio destro. Aggiungiamoci una sveglia molto presto e lo sfasamento del sonno... ero molto stanco, scarico e volevo solo andare a letto e togliermi quel dolore terribile!
Bene, arrivo in saletta, una chiacchiera con gli amici del messaggio e richiedo un Uffizio. Subito inizio a sentire che lavora il punto dove si concentra il dolore. Lo sento prima diffondersi in tutta la testa e poi alleggerirsi. Quindi diventa un punto centrale dove sento una forte tensione, non più dolore. Andando avanti si rilassa e si libera una timida luce che filtra da un negativo a forma di mandorla. Arrivano le prime immagini e tutto si rilassa, partendo dagli occhi.
Alla fine ero completamente rigenerato, come nuovo. Mal di testa passato, e non per pochi minuti... completamente passato per tutta la serata. Ritornano le energie e il sorriso, e mi viene una gran voglia di "ringraziare" (concentrare gli stati d'animo positivi associati ad un’immagine, ad una rappresentazione) il messaggio. Guarda caso il tema proposto per lo studio della serata è il cap.18 che parla proprio di questo.
Quindi mi viene una domanda: ho un'immagine caricata da rievocare nei momenti negativi?
Compito della settimana: configurare un'immagine ringraziando nel momento di un atto unitivo e caricarla con la meditazione.
Compito della settimana: configurare un'immagine ringraziando nel momento di un atto unitivo e caricarla con la meditazione.
giovedì 17 maggio 2012
La dipendenza
Il secondo giorno:
1. Tutto ciò che faccio, sento e penso non dipende da me.
Siamo ingranaggi di una macchina, e il nostro movimento è il movimento della macchina. Noi pensiamo sia il nostro ma in realtà siamo mossi da altri pezzi che si incastrano perfettamente con noi e ci trasmettono un movimento che non dipende da noi. Tutto quello che sentiamo è stimolato da qualcosa di esterno e da esso dipende la sua natura. La coscienza quindi risponde cercando di compensare e riequilibrare l'ambiente interno rispetto a quello esterno: qui nasce il nucleo d'insogno e il clima che si registra ad esso legato.
2. Sono variabile e dipendo dall'azione dell'ambiente. Quando voglio cambiare l'ambiente o il mio "io", è l'ambiente a cambiarmi. Allora cerco la città o la natura, la redenzione sociale o una nuova lotta che giustifichi la mia esistenza... In ognuno di questi casi, l'ambiente mi porta a scegliere un atteggiamento diverso. Così i miei interessi e l'ambiente mi lasciano a questo punto.
Il nucleo d'insogni ci spinge a muoverci per cambiare l'ambiente esterno ma essendo nato da un disadattamento non ci riuscirà. L'ambiente lo rimbalzerà lasciando il clima e gli stati d'animo negativi. Si ritorna al punto di partenza in un circolo chiuso.
3. Dico allora che non ha importanza che cosa o chi decida. In tali occasioni dico che debbo vivere perché mi trovo nella situazione di vivere. Dico tutto questo, ma non c'è nulla che lo giustifichi. Posso decidermi, vacillare o rimanere fermo. In ogni modo, una cosa è migliore dell'altra solo provvisoriamente, ma in definitiva non c'è cosa "migliore" o "peggiore".
E' importante accettare il proprio mondo interno per quello che è, e quindi il paesaggio di formazione che lo determina. Accettando paesaggio di formazione, mondo interno e mondo esterno ci si può adattare cercando un adattamento crescente. Ogni forma di adattamento al mondo, ogni risposta non è valida in assoluto. Tutto è relativo. Tutto è valido.
4. Se qualcuno mi dice che chi non mangia muore, gli risponderò che è proprio così e che l'essere umano è costretto a nutrirsi perché vi è spinto dal pungolo della necessità, ma non aggiungerò a questo che la lotta per mangiare giustifica la sua esistenza. Non dirò neppure che ciò sia male. Dirò, semplicemente, che si tratta di un fatto necessario alla sussistenza individuale e collettiva, ma privo di senso nel momento in cui si perde l'ultima battaglia.
Ridurre la vita alla lotta per i bisogni necessari, come nutrirsi, non dà senso alla vita. Quando ci si rende conto di aver buttato via il tempo a lottare inutilmente e a cercare il senso in quella lotta si sperimenta il fallimento. Si perde l'ultima battaglia perché non ce ne saranno altre in quella direzione e in quel modo. Si registra la morte come stato interno (cap.19, par.2)
5. Dirò inoltre che sono solidale con la lotta del povero, dello sfruttato e del perseguitato. Dirò che mi sento "realizzato" in questa identificazione, ma comprenderò che con questo non posso giustificare nulla.
Anche quando in qualche azione si sperimenta un senso, questo non giustifica nessuna azione; domina sempre la dipendenza. Ogni forma di lotta, anche la più nobile, dipende dal mondo esterno e non giustifica nè qualifica alcuna azione.
giovedì 19 aprile 2012
cari amici
volevo condividere con voi alcune breve comprensioni con alcuni messaggeri durante il seminario a casa giorgi sulla regola Aurea..
La buona conoscenza porta lla riconciliazione come superamento del dolore
La buona conoscenza porta alla riconciliazione come superamento dela sofferenza
La buona conoscenza svela il sacro come momento trascendentale
Se son a favore della libertà come le do' impulso? di sicuro dando vita a una comunità del messaggio la nutro
Un'azione sacra la posso individuare con l'azione degli indignati che oppongono la giusta resistenza e la riconosco come azione sacra.
La cattiva conoscenza ha a che vedere con gli esiti delle cose con la manipolazione e si dà quando nn riconosco un fallimento.
La regola tratta gli altri come vuoi esser trattato agisce in dinamica e ha permanenza.
L'azione che dà vita alla regola aurea sta nella cerimonia di Riconoscimento....
Questo e altro ancora della giornata del seminario hanno dato come sensazione alla fine della giornata una pace interna
grazie a tutti
volevo condividere con voi alcune breve comprensioni con alcuni messaggeri durante il seminario a casa giorgi sulla regola Aurea..
La buona conoscenza porta lla riconciliazione come superamento del dolore
La buona conoscenza porta alla riconciliazione come superamento dela sofferenza
La buona conoscenza svela il sacro come momento trascendentale
Se son a favore della libertà come le do' impulso? di sicuro dando vita a una comunità del messaggio la nutro
Un'azione sacra la posso individuare con l'azione degli indignati che oppongono la giusta resistenza e la riconosco come azione sacra.
La cattiva conoscenza ha a che vedere con gli esiti delle cose con la manipolazione e si dà quando nn riconosco un fallimento.
La regola tratta gli altri come vuoi esser trattato agisce in dinamica e ha permanenza.
L'azione che dà vita alla regola aurea sta nella cerimonia di Riconoscimento....
Questo e altro ancora della giornata del seminario hanno dato come sensazione alla fine della giornata una pace interna
grazie a tutti
giovedì 12 aprile 2012
Gli stati interni
Questo martedì abbiamo studiato il capitolo sugli stati interni (cap. 19), in particolare abbiamo letto i paragrafi 6 e 8. Tra le varie considerazioni fatte, alcune mi sono rimaste più impresse e propongo qui una mia riflessione su ciò.
Il passaggio da uno stato interno all'altro presuppone una certa intenzione, una scelta, che rompa le vecchie meccaniche, chiarendole nella loro radice ultima. Questa è una comprensione che permetterà una trasferenza di cariche e porterà ad un cambiamento interno, delle nostre meccaniche, ed esterno, delle nostre azioni nel mondo.
Ci si chiede perché non si riesce a vedere le meccaniche prima. E' possibile che non si è abituati a vederle e quindi non si possono conoscere finché con la contraddizione, il fallimento o un'improvvisa illuminazione si sveli la loro natura profonda. Nel mito della caverna Platone descrive la liberazione degli uomini incatenati come una cosa non ovvia. Essi sono legati nelle profondità di una caverna da sempre. L'unica fonte di luce che conoscono è un fuoco acceso nella caverna. Se qualcuno li liberasse invitandoli a uscire verso il Vero Mondo, essi potrebbero dubitare. Infatti la luce del del Sole li accecherebbe, perciò dovrebbero prima guardare la luce riflessa degli oggetti e delle distese d'acqua, quindi una volta abituati a quella luce potrebbero guardare gli oggetti alzando lo sguardo, infine arriverebbero a mirare la vera luce alzando gli occhi al cielo. Ma anche in questo caso mai potranno osservare il sole direttamente, se non per brevi istanti. Per questo molti preferiranno rimanere nella caverna dove hanno sempre vissuto; in fondo non è così male, penseranno. E' così che non tutti vorranno vedere, e soprattutto nessuno lo potrà fare finchè non si libererà delle catene.
In questo percorso degli stati interni è importante la direzione di ascesa, ma fondamentale è non forzare. Quando ci si sente scivolare giù non bisogna abbattersi, è nel buio che si può trovare la forza per l'ascesa. Lì infatti c'è l'occasione di vedere e prendere coscienza di sè stessi. Se in quei momenti si riuscirà a vedere il buio come ombra, significa che da qualche parte si troverà la fonte di Luce da seguire.
Grazie a filomena e giovanni!
Il passaggio da uno stato interno all'altro presuppone una certa intenzione, una scelta, che rompa le vecchie meccaniche, chiarendole nella loro radice ultima. Questa è una comprensione che permetterà una trasferenza di cariche e porterà ad un cambiamento interno, delle nostre meccaniche, ed esterno, delle nostre azioni nel mondo.
Ci si chiede perché non si riesce a vedere le meccaniche prima. E' possibile che non si è abituati a vederle e quindi non si possono conoscere finché con la contraddizione, il fallimento o un'improvvisa illuminazione si sveli la loro natura profonda. Nel mito della caverna Platone descrive la liberazione degli uomini incatenati come una cosa non ovvia. Essi sono legati nelle profondità di una caverna da sempre. L'unica fonte di luce che conoscono è un fuoco acceso nella caverna. Se qualcuno li liberasse invitandoli a uscire verso il Vero Mondo, essi potrebbero dubitare. Infatti la luce del del Sole li accecherebbe, perciò dovrebbero prima guardare la luce riflessa degli oggetti e delle distese d'acqua, quindi una volta abituati a quella luce potrebbero guardare gli oggetti alzando lo sguardo, infine arriverebbero a mirare la vera luce alzando gli occhi al cielo. Ma anche in questo caso mai potranno osservare il sole direttamente, se non per brevi istanti. Per questo molti preferiranno rimanere nella caverna dove hanno sempre vissuto; in fondo non è così male, penseranno. E' così che non tutti vorranno vedere, e soprattutto nessuno lo potrà fare finchè non si libererà delle catene.
In questo percorso degli stati interni è importante la direzione di ascesa, ma fondamentale è non forzare. Quando ci si sente scivolare giù non bisogna abbattersi, è nel buio che si può trovare la forza per l'ascesa. Lì infatti c'è l'occasione di vedere e prendere coscienza di sè stessi. Se in quei momenti si riuscirà a vedere il buio come ombra, significa che da qualche parte si troverà la fonte di Luce da seguire.
Grazie a filomena e giovanni!
martedì 20 marzo 2012
lo studio delle cerimonie è quasi terminato...stasera il Riconoscimento, una cerimonia che segna per me una nascita di una nuova direzione...
alle 1930...via breda
un abbraccio
alle 1930...via breda
un abbraccio
lunedì 5 marzo 2012
cerimonie in studio continuano: e domani ci sarà anche la nostra amica Mara Repa dalla grecia..
ci vediamo alle 1915 in saletta
ASSISTENZA
Questa è una cerimonia di grande affetto ed esige che chi la fa dia il meglio di sé.
La cerimonia può essere ripetuta a richiesta dell’interessato o di chi si occupa di lui.
L’Ufficiante da solo con il moribondo.
Qualunque sia l’apparente stato di lucidità o di incoscienza del moribondo, l’Ufficiante si avvicina a lui parlando lentamente, con voce soave e chiara.
Ufficiante: I ricordi della tua vita sono il giudizio delle tue azioni. Puoi, in breve tempo, ricordare molto di quanto di meglio c’è in te. Ricorda dunque, ma senza agitazione e purifica la tua memoria. Ricorda dolcemente e tranquillizza la tua mente...
Fa silenzio per alcuni minuti, riprendendo poi la parola con lo stesso tono e la stessa intensità.
Rifiuta ora lo spavento e lo scoramento...
Rifiuta ora il desiderio di fuggire verso regioni oscure...
Rifiuta ora l’attaccamento ai ricordi...
Rimani ora in libertà interiore, con indifferenza verso la suggestione del paesaggio...
Prendi ora la decisione dell’ascesa...
La Luce pura rischiara le cime delle alte catene montuose e le acque dai mille colori discendono tra melodie non riconoscibili verso altipiani e prati cristallini...
Non temere la pressione della Luce che ti allontana dal suo centro sempre più fortemente. Assorbila come se fosse un liquido o un vento, perché in essa, certamente, c’è la vita....
Quando nella grande catena montuosa trovi la città nascosta devi conoscerne l’entrata. Ma questo lo saprai nel momento in cui la tua vita sia trasformata. Le sue enormi mura sono scritte in figure, sono scritte in colori, sono “sentite”. In questa città si custodisce ciò che è stato fatto e ciò che c’è da fare...
Fa un breve silenzio, riprendendo poi la parola con lo stesso tono e la stessa intensità.
Sei riconciliato...
Sei purificato...
Preparati ad entrare nella più bella Città della Luce, questa città mai percepita dall’occhio, mai ascoltata nel suo canto dall’udito umano...
Vieni, preparati ad entrare nella Luce più bella
ci vediamo alle 1915 in saletta
ASSISTENZA
Questa è una cerimonia di grande affetto ed esige che chi la fa dia il meglio di sé.
La cerimonia può essere ripetuta a richiesta dell’interessato o di chi si occupa di lui.
L’Ufficiante da solo con il moribondo.
Qualunque sia l’apparente stato di lucidità o di incoscienza del moribondo, l’Ufficiante si avvicina a lui parlando lentamente, con voce soave e chiara.
Ufficiante: I ricordi della tua vita sono il giudizio delle tue azioni. Puoi, in breve tempo, ricordare molto di quanto di meglio c’è in te. Ricorda dunque, ma senza agitazione e purifica la tua memoria. Ricorda dolcemente e tranquillizza la tua mente...
Fa silenzio per alcuni minuti, riprendendo poi la parola con lo stesso tono e la stessa intensità.
Rifiuta ora lo spavento e lo scoramento...
Rifiuta ora il desiderio di fuggire verso regioni oscure...
Rifiuta ora l’attaccamento ai ricordi...
Rimani ora in libertà interiore, con indifferenza verso la suggestione del paesaggio...
Prendi ora la decisione dell’ascesa...
La Luce pura rischiara le cime delle alte catene montuose e le acque dai mille colori discendono tra melodie non riconoscibili verso altipiani e prati cristallini...
Non temere la pressione della Luce che ti allontana dal suo centro sempre più fortemente. Assorbila come se fosse un liquido o un vento, perché in essa, certamente, c’è la vita....
Quando nella grande catena montuosa trovi la città nascosta devi conoscerne l’entrata. Ma questo lo saprai nel momento in cui la tua vita sia trasformata. Le sue enormi mura sono scritte in figure, sono scritte in colori, sono “sentite”. In questa città si custodisce ciò che è stato fatto e ciò che c’è da fare...
Fa un breve silenzio, riprendendo poi la parola con lo stesso tono e la stessa intensità.
Sei riconciliato...
Sei purificato...
Preparati ad entrare nella più bella Città della Luce, questa città mai percepita dall’occhio, mai ascoltata nel suo canto dall’udito umano...
Vieni, preparati ad entrare nella Luce più bella
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