cari amici
volevo condividere con voi alcune breve comprensioni con alcuni messaggeri durante il seminario a casa giorgi sulla regola Aurea..
La buona conoscenza porta lla riconciliazione come superamento del dolore
La buona conoscenza porta alla riconciliazione come superamento dela sofferenza
La buona conoscenza svela il sacro come momento trascendentale
Se son a favore della libertà come le do' impulso? di sicuro dando vita a una comunità del messaggio la nutro
Un'azione sacra la posso individuare con l'azione degli indignati che oppongono la giusta resistenza e la riconosco come azione sacra.
La cattiva conoscenza ha a che vedere con gli esiti delle cose con la manipolazione e si dà quando nn riconosco un fallimento.
La regola tratta gli altri come vuoi esser trattato agisce in dinamica e ha permanenza.
L'azione che dà vita alla regola aurea sta nella cerimonia di Riconoscimento....
Questo e altro ancora della giornata del seminario hanno dato come sensazione alla fine della giornata una pace interna
grazie a tutti
Ci troviamo tutti i martedì alle 19.00 in via Breda 122 a Milano
giovedì 19 aprile 2012
giovedì 12 aprile 2012
Gli stati interni
Questo martedì abbiamo studiato il capitolo sugli stati interni (cap. 19), in particolare abbiamo letto i paragrafi 6 e 8. Tra le varie considerazioni fatte, alcune mi sono rimaste più impresse e propongo qui una mia riflessione su ciò.
Il passaggio da uno stato interno all'altro presuppone una certa intenzione, una scelta, che rompa le vecchie meccaniche, chiarendole nella loro radice ultima. Questa è una comprensione che permetterà una trasferenza di cariche e porterà ad un cambiamento interno, delle nostre meccaniche, ed esterno, delle nostre azioni nel mondo.
Ci si chiede perché non si riesce a vedere le meccaniche prima. E' possibile che non si è abituati a vederle e quindi non si possono conoscere finché con la contraddizione, il fallimento o un'improvvisa illuminazione si sveli la loro natura profonda. Nel mito della caverna Platone descrive la liberazione degli uomini incatenati come una cosa non ovvia. Essi sono legati nelle profondità di una caverna da sempre. L'unica fonte di luce che conoscono è un fuoco acceso nella caverna. Se qualcuno li liberasse invitandoli a uscire verso il Vero Mondo, essi potrebbero dubitare. Infatti la luce del del Sole li accecherebbe, perciò dovrebbero prima guardare la luce riflessa degli oggetti e delle distese d'acqua, quindi una volta abituati a quella luce potrebbero guardare gli oggetti alzando lo sguardo, infine arriverebbero a mirare la vera luce alzando gli occhi al cielo. Ma anche in questo caso mai potranno osservare il sole direttamente, se non per brevi istanti. Per questo molti preferiranno rimanere nella caverna dove hanno sempre vissuto; in fondo non è così male, penseranno. E' così che non tutti vorranno vedere, e soprattutto nessuno lo potrà fare finchè non si libererà delle catene.
In questo percorso degli stati interni è importante la direzione di ascesa, ma fondamentale è non forzare. Quando ci si sente scivolare giù non bisogna abbattersi, è nel buio che si può trovare la forza per l'ascesa. Lì infatti c'è l'occasione di vedere e prendere coscienza di sè stessi. Se in quei momenti si riuscirà a vedere il buio come ombra, significa che da qualche parte si troverà la fonte di Luce da seguire.
Grazie a filomena e giovanni!
Il passaggio da uno stato interno all'altro presuppone una certa intenzione, una scelta, che rompa le vecchie meccaniche, chiarendole nella loro radice ultima. Questa è una comprensione che permetterà una trasferenza di cariche e porterà ad un cambiamento interno, delle nostre meccaniche, ed esterno, delle nostre azioni nel mondo.
Ci si chiede perché non si riesce a vedere le meccaniche prima. E' possibile che non si è abituati a vederle e quindi non si possono conoscere finché con la contraddizione, il fallimento o un'improvvisa illuminazione si sveli la loro natura profonda. Nel mito della caverna Platone descrive la liberazione degli uomini incatenati come una cosa non ovvia. Essi sono legati nelle profondità di una caverna da sempre. L'unica fonte di luce che conoscono è un fuoco acceso nella caverna. Se qualcuno li liberasse invitandoli a uscire verso il Vero Mondo, essi potrebbero dubitare. Infatti la luce del del Sole li accecherebbe, perciò dovrebbero prima guardare la luce riflessa degli oggetti e delle distese d'acqua, quindi una volta abituati a quella luce potrebbero guardare gli oggetti alzando lo sguardo, infine arriverebbero a mirare la vera luce alzando gli occhi al cielo. Ma anche in questo caso mai potranno osservare il sole direttamente, se non per brevi istanti. Per questo molti preferiranno rimanere nella caverna dove hanno sempre vissuto; in fondo non è così male, penseranno. E' così che non tutti vorranno vedere, e soprattutto nessuno lo potrà fare finchè non si libererà delle catene.
In questo percorso degli stati interni è importante la direzione di ascesa, ma fondamentale è non forzare. Quando ci si sente scivolare giù non bisogna abbattersi, è nel buio che si può trovare la forza per l'ascesa. Lì infatti c'è l'occasione di vedere e prendere coscienza di sè stessi. Se in quei momenti si riuscirà a vedere il buio come ombra, significa che da qualche parte si troverà la fonte di Luce da seguire.
Grazie a filomena e giovanni!
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